Prefazione "La Principessa di Berlino"

  

Leggere “La Principessa di Berlino” è come leggere una favola. Una fiaba d’altri tempi che racchiude in sé valori e principi di un amore genuino vissuto all’ombra della storia contemporanea; a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino l’autore Sabino Morra ci mette di fronte alla presa di coscienza di quanto fosse difficile perfino amare durante gli anni della Guerra Fredda e, lo fa attraverso un dettato semplice ed un linguaggio puro ed ingenuo. Ingenuo perché quando si ascoltano i racconti delle persone anziane si intuisce subito quel senso di pudore e timidezza che li caratterizza; aver vissuto un amore negli anni Settanta non è certo come viverlo adesso. Niente era dato per scontato,una carezza, un abbraccio appena accennato e un bacio rubato agli occhi indiscreti dei genitori... , l’amore viveva di piccoli gesti che racchiudevano sentimenti vivi e profondi. Seppur nella sua molteplicità di tematiche questo romanzo ruota attorno ad un’unica volontà: l’amore. L’anima di tutti i personaggi menzionati pulsa di questo grande sentimento che non è rintracciabile solo nelle figure della Principessa e di Andrey, che riescono in parte a coronare il loro sogno, ma può essere ricondotto all’amore per il prossimo, all’amore per la giustizia, all’amore per un figlio... , in poche parole all’amore nella sua totalità. Non mancano certo, però, i cosiddetti colpi di scena e la presenza di personaggi sgradevoli che con la loro perfidia rendono drammatico tutto ciò che li circonda; questo ruolo è affidato alla suocera che, anche se poco presente nel testo, gioca un ruolo fondamentale nella vita e nel futuro della Principessa. Il suo silenzio e la sua indifferenza appartengono ad un mondo permeato di falsità, di finti buonismi e di ipocrisia: il mondo della classe borghese, quella ricca, quella che guarda dall’alto al basso e non lascia spazio ai sentimenti. A contrastare però la dura realtà delle differenze classiste intervengono altresì personaggi semplici, genuini e autentici che mostrano la loro presenza costante e rassicurante nonostante le vicende della storia contemporanea impongano il divieto assoluto per i tedeschi di lasciare la loro patria; trent’anni di divisione tra Berlino est e Berlino ovest hanno causato il dolore di migliaia di persone e la storia della Principessa ne è un esempio. Lei cerca di lottare con tutte le sue forze contro un mondo che va al contrario, dove non c’è posto per il bene, per il rispetto altrui e per la giustizia; la sofferenza la caratterizza ma la voglia di sperare non l’abbandona mai. I suoi occhi si caricano di nostalgia e rabbia allo stesso tempo quando stesa su un letto d’ospedale racconta il suo passato e, nella sua disperazione coinvolge il giornalista che è impaziente di conoscere il trascorso di una donna che per lui era sempre stata una semplice clochard. L’autore scava nell’animo della Principessa tirando fuori una sofferenza tenuta taciuta chissà da quanto tempo e che cercava solo la giusta occasione per essere gridata al mondo. “La Principessa di Berlino” è un romanzo da leggere tutto d’un fiato e chi sogna la possibilità di vivere un amore eterno rimarrà col desiderio di crederci fino in fondo.

                                                          Amalia Pezzi