Passo del libro

 

 

"Mi vuoi chiedere cosa stavo sognando in quel momento? Era mezzanotte, mi trovavo in Russia, ero in un grande albergo, Andrey era con me, sentivo in lontananza il suono delle campane e…..non era Natale. Sei abbastanza grande, per capire cosa stavo sognando.

 

Andrey prese la mia valigia e ci avviammo verso l’ascensore. Premette il bottone del piano, il numero otto e la porta dell’ascensore si chiuse. Ora tu mi chiederai: Quanto ci mette un ascensore a fare otto piani? Un’eternità. Andrey, subito dopo che si era chiusa la porta dell’ascensore, si voltò, mi sorrise e…..anzi no, si voltò, mi sorrise, mi sussurrò Ciao Principessa e mi baciò. Un bacio lungo un’eternità. Un bacio lungo otto piani. Da quanti giorni non mi mettevo più in punta di piedi e non sai quanto mi mancava quella posizione così scomoda, così ridicola ma così… gradita. Quando sentii il campanellino che annunciava

 

 

il piano richiesto, avrei voluto richiudere quella porta dell’ascensore e restare lì ancora, in punta di piedi, stingendo quell’uomo che, in quel momento rappresentava la cosa più bella della mia vita. Uscimmo dall’ascensore, un lunghissimo tappeto rosso con bordi gialli ci accompagnò sino all’ingresso della camera ottocentoquattro, la nostra. Aprì la camera. Vuoi sapere se mi prese in braccio? Entrammo e chiudemmo la porta.

 

Quindi? Provo a chiedere alla Principessa ma mi rendo conto immediatamente di aver fatto una domanda stupida. Infatti, apre gli occhi e mi guarda con un sorriso ironico. Sì, avevo fatto una domanda stupida.

 

Passai la notte più bella della mia vita. Una notte indimenticabile che ancora oggi ricordo. La delicatezza usata quella notte da quell’uomo fu unica. Mi fece sentire donna. Mi rese importante, grande, unica. Quell’attimo tanto atteso fu travolgente, un’onda schiumosa ci aveva avvolto come una grande coperta. Facemmo l’amore tutta la notte e… non ridere. Non ti dico altro, quello che successe quella notte tra me e Andrey è solo nostro e lo porto ancora qui, nel cuore."