Prefazione "Quella Rosa Bianca"

Dopo “La Mano del Cuore” e “La Principessa di Berlino”, l’autore, Sabino Morra, ci stupisce ancora una volta con questa storia-favola ambientata nella Porto Recanati di oggi,un grazioso paesino marchigiano che si affaccia sull’Adriatico. Il mare, questo elemento naturale che fa palpitare il cuore e respirare l’anima dell’autore al punto che lo stesso mare diviene protagonista di questa storia originale e cosi diversa dalle altre. Riga dopo riga, il lettore è rapito dal susseguirsi degli eventi. Un omicidio, le indagini, i sospetti, gli intrighi …. eravamo abituati a letture differenti, ma l’autore, con questo libro,

manifesta le sue capacità di scrittore e la sua personalità eclettica.

Quella rosa bianca spazia su tematiche diverse che vanno dall’amicizia vera all’onestà, la fiducia, la famiglia, l’onore, il dovere e la giustizia, il tutto legato da quel sentimento unico che è l’Amore. Quell’amore che è capace di tutto, che non si ferma di fronte alle difficoltà, che non si lascia condizionare dalle differenze sociali e nemmeno dall’opinione pubblica.

Quella rosa bianca è una storia che potrebbe capitare a tutti: trovarsi coinvolti in un evento sordido e doversi battere per provare la propria innocenza e proteggere le persone che si amano e senza difesa. Su questo sfondo insolito ci sentiamo presi da tante emozioni le più svariate. La descrizione dei luoghi, i piccoli dettagli sui quali la nostra attenzione viene attirata con un linguaggio semplice ma sempre fluido e vivo rende la lettura interessante e intrigante. Le battute e il comportamento innocenti e a volte infantili di Mino, il protagonista, ci fanno sorridere ma anche riflettere.

Infatti la sua apparente ingenuità lo rende cosi umano e cosi simile a tanti di noi, soprattutto quando siamo nella “morsa”dell’amore… La protagonista femminile ci viene presentata come una donna fredda, fiera e irraggiungibile, ma nel corso della lettura dobbiamo renderci conto dell’errore commesso nel

giudicare. Quanti di noi si sono trovati almeno una volta in una tale situazione. Portare un giudizio avventato nei confronti di qualcuno che

si è rivelato poi essere una persona completamente diversa.  Quella rosa bianca è una favola perché il “sogno” viene a far parte della trama e qui ritroviamo l’elemento che accomuna gli scritti di Sabino Morra. La metafora, l’irrealtà, il sogno vengono usati per spingere il lettore a fermarsi un attimo a

riflettere sui valori veri della vita; per mettere un po’ di  colore al racconto, per mettere quella nota di ottimismo di positività, di fiducia nella vita che non mancano mai nei libri di Sabino Morra.

Pagina dopo pagina arriviamo rapidamente alla fine del libro  …ma quanti palpiti di cuore, quante emozioni, quanti

timori, quante angosce e quante gioie abbiamo vissute fra

quelle righe ….! Si chiude il libro con il cuore pieno di serenità e con il

desiderio di credere che esistono veramente tutti quei valori umani che fanno della nostra vita un bel viaggio da non perdere ma soprattutto ci fa sperare che l’Amore con la A maiuscola esista veramente. Quell’amore capace di

sopravvivere ad ogni attacco ed ogni situazione solo perché è vero!

 

 

                                                                                                                           Eliana Comandini